AGATA

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A partire dalla svalutazione dell'arte, della politica e della fede, i Situazionisti diffondevano le loro provocazioni libertarie contro le istituzioni consolidate. La decostruzione di ogni forma di comunicazione audiovisiva segnava l'inizio di un’era che stava morendo, mentre un “altro” si sprigionava dalle sue ceneri, ai margini del bosco. La “pittura industriale” di Pinot-Gallizio, la “guida psicogeografica di Parigi” e il “cinema détourné” di Debord, i quadri “fuori gioco” di Jorn, la “pratica del rovesciamento di prospettiva” di Vaneigem e l'“urbanismo unitario” di Costant anticiparono l’esplosione e la festa del '68, segnando la transizione dalla critica alle armi alla critica delle armi attraverso la dialettica musicale del sampietrino. Gianfranco Sanguinetti, con il suo pseudonimo Censor, scrisse “Rapporto veridico sulle ultime opportunità di salvare il capitalismo in Italia” e successivamente “Del terrorismo e dello stato”, denunciando la concezione poliziesca della storia come la forma più estrema di alienazione politica, affermando che ogni atto di terrorismo non fosse altro che un proseguimento della politica con altri mezzi.

In contrapposizione, Pinot-Gallizio commercializzava la sua pittura a metri, mentre Debord esortava a vivere una gioia prolungata attraverso percorsi quotidiani ludici (la dérive), rivelando le dinamiche della società dello spettacolo. Jorn trasformava l'insignificante e il kitsch della società di massa attraverso il grottesco, mentre Vaneigem svelava le “banalità di base” dell'ordinario, incanalando una rivoluzione intellettuale nel détournement di tutti i linguaggi. Costant proponeva un'“urbanistica sociale” che contemplava nuovi modi di abitare, lavorare e comunicare all'interno della società. Sotto il loro approccio sovversivo, si rivelava che ogni persona in grado di riconoscere i propri desideri e piaceri non potesse che contribuire alla rovina di un'epoca simile. Le rovine non ci rendono puri, perché noi erediteremo la terra, affermava (Buenaventura Durruti). Un aforisma può colpire come un proiettile a un dittatore, ma spesso è troppo tardi. La violenza non è l’elemento centrale; è la resa dei conti. È la libertà a riscattare la storia. Un ribelle privo di grazia è come Voltaire senza la sua penna d'oca, o il boia di Londra senza l'unguento per il collo degli impiccati. Il fascino del potere è un vizio, mentre la rivolta dell'intelligenza è una passione sfrenata che libera l'esistenza degli oppressi nell'utopia del quotidiano.

Il grande scoppio del '68 si propagò in tutto il mondo, scuotendo le fondamenta dell'impero. La decadenza generale, che serviva vecchie e nuove forme di servitù, venne svelata. Poiché siamo fatti della stessa sostanza dei nostri sogni, le cadute del Palazzo erano attese, e le “strategie del ragno” operavano in clandestinità nei sotterranei del potere. Le giovani generazioni resero la vergogna più evidente e la denunciarono pubblicamente. La critica dell'ideologia divenne il fondamento di ogni critica e, come in passato, quando i popoli si assunsero il rischio di cambiare le cose, la memoria collettiva della storia mutò. La ricchezza critica, radicale e libertaria dell’Internazionale Situazionista attecchì, ma non si trasformò in una foresta di torce che illuminasse il disordine creativo.

La società dello spettacolo si basa sulla menzogna. Già nel '700, l'abate Augustin Barruel indagava le congiure degli illuminati di Baviera, scoprendo nei loro documenti segreti intenzioni e trame: “Dobbiamo aprire le fonti della conoscenza, elevare i talenti oppressi, far risorgere gli uomini di genio dalla polvere, prendere in mano l’educazione della gioventù e formare una lega indissolubile tra le migliori menti... Favorire le rivoluzioni, rovesciare tutto, combattere la forza con la forza e la tirannia con la tirannia”. I miscredenti, gli atei e i ribelli sono sempre stati dalla nostra parte, poiché hanno rivelato le menzogne e le ingiustizie di coloro che sfruttavano il popolo. Hanno denunciato l'ineguaglianza sociale, chiedendo di essere o tutti poveri o tutti ricchi, e ci hanno esortato a guardare la vita con i nostri occhi e a pensare con la nostra testa. La proprietà privata delle idee è sempre stata un furto, e la schiavitù umana la sua legittimazione. È necessario dare a Cesare ciò che gli spetta… ventitré pugnalate e un secchio di sangue.

I Situazionisti hanno rubato, détournato e rovesciato i progetti degli specialisti dello spettacolo integrato, minando alla radice la democrazia spettacolare e affermando che dove regna lo spettacolo, sorgono anche le sue forche. La critica sociale della civiltà dell'apparenza è ora oggetto di nuove cospirazioni, e l'assassinio dei suoi miti non è più indiscutibile. I congiurati sono sempre più numerosi, e una nuova generazione di uomini planetari si prepara a mettere fine all'imbecillità culturale, trasformando l'idiota istituzionale in un cumulo di rovine. Un mondo privo di E-utopia (il buono-spazio) è privo di valore.