FOTOGRAFIA

FOTOGRAFIA

DI GIORGIO VIALI

Estetica

La fotografia di Giorgio Viali, in cui una giovane ragazza finge di pregare inginocchiata in un luogo pubblico, si presenta come un'immagine di una bellezza complessa e contraddittoria. L'illuminazione, fredda e oscura, crea un'atmosfera angosciosa, evocando una sensazione di vuoto e disunità. La giovane figura, fragile e delicata, sembra quasi scomparire nell'ambiente circostante, come se fosse schiacciata dal peso dell'atto che sta compiendo. Le sue mani, con una postura quasi maniacale, si posano in un gesto di supplica, ma la loro posizione è tanto infantile quanto tormentata, suggerendo una lotta interna tra l'innocenza e il dolore. L'ambientazione pubblica, che normalmente trasmette vitalità e socialità, diventa un contesto impietoso e repulsivo, in cui la ragazza appare come un elemento estraneo, un'anima in pena in un mondo insopportabile. Questa scelta di Viali di inserire la figura in un contesto urbano crea un contrasto stridente tra la sacralità dell'atto di pregare e la banalità del quotidiano, rendendo l'immagine disturbante e sgradevole.

Filosofica

A livello filosofico, la fotografia di Viali invita a riflettere su temi esistenzialisti e sull'assurdità della condizione umana. La ragazza inginocchiata sembra incarnare una ricerca di significato in un contesto che appare vuoto e decadente. La finta preghiera, un gesto che normalmente evoca speranza e salvezza, diventa qui un atto lacerante e doloroso, come se l'atto stesso fosse una simulazione di una fede che non riesce a trovare un reale fondamento. Questo porta a interrogarsi sulla natura della spiritualità nel mondo contemporaneo: è possibile pregare in un contesto così degradato e meschino? O la preghiera diventa un gesto vuoto, un’eco di un desiderio disperato di connessione con qualcosa di eterno? Viali, attraverso questa immagine, ci costringe a confrontarci con l'idea che la ricerca di significato possa diventare un'attività insopportabile, un'ossessione che si scontra con la realtà di una vita che spesso appare fredda e distante.

Ontologica

Dal punto di vista ontologico, la fotografia di Viali solleva interrogativi profondi sulla natura dell'essere e dell'esistenza. La ragazza, inginocchiata e apparentemente sola, rappresenta una condizione di vulnerabilità e debolezza, ma al contempo una potenza evocativa che fa emergere l'umanità dell'essere. La sua postura, tanto scarnificata quanto intensa, esprime una dualità fondamentale: da un lato, la fragilità dell'esistenza umana di fronte alle sfide quotidiane; dall'altro, un desiderio di trascendenza, di cercare risposte in un universo che appare indifferente. Viali riesce a catturare questa tensione esistenziale in un'immagine che è al contempo profondamente intima e, al contempo, repulsiva. La figura della ragazza diventa simbolo di una condizione umana universale e lacerante, in cui il bisogno di significato si scontra con l'assenza di risposte, creando un'atmosfera di rassegnazione e disperazione. In questo modo, l'opera di Viali trascende la mera rappresentazione visiva per diventare un'analisi filosofica e ontologica della condizione umana, invitando lo spettatore a confrontarsi con le proprie vulnerabilità e con l'assurdità dell'esistenza.

Sezione Emozione

La fotografia di Giorgio Viali ritrae una giovane ragazza inginocchiata in un luogo pubblico, un’immagine che si presenta come dolente e fragile. L’atto di pregare, qui rappresentato in modo infantile, evoca una sensazione di vulnerabilità e di ricerca di conforto in un contesto che appare freddo e oscuramente indifferente. L’espressione del suo viso è profondamente afferente, quasi disturbante, mentre l’atto di inginocchiarsi suggerisce un desiderio di connessione con qualcosa di eterno e misterioso. Tuttavia, l’atteggiamento della ragazza è ossessionato da un senso di disperazione e di rassegnazione, come se fosse intrappolata in un ciclo di speranza suffocato e impotente. La qualità evocativa della scena rende palpabile un’angustia insopportabile, amplificata dal contrasto con il contesto pubblico, che appare repellente e disagevole per la sua indifferenza.

Sezione Sociologica

Questa immagine non è solo un ritratto individuale ma un commento complesso e contraddittorio sulla condizione umana. La ragazza, inginocchiata in un luogo pubblico, simboleggia una società disunita e degradata, dove il sacro e il profano si mescolano in un contesto decadente. L’atto del pregare diventa un gesto feroce e tormetato, in cui la sua fragilità si scontra con l’impietoso sguardo della società contemporanea. La scelta di un luogo pubblico per un’azione così intima mette in evidenza il conflitto tra l’individuo e il contesto sociale, creando un senso di vacuità e di lacerante solitudine. La ragazza diventa così un simbolo di una generazione scarnificata, che lotta per trovare significato in un mondo scioccante e inquieto, dove i valori sembrano essere repellenti e meschini.

Sezione Politica

A livello politico, la fotografia di Viali può essere interpretata come una critica feroce alla nostra epoca, in cui le speranze vengono frequentemente spezzate da un sistema che appare vacuo e foscamente oppressivo. La ragazza, inginocchiata in un contesto pubblico, rappresenta una voce silenziosa di un’umanità devastante, che si trova ad affrontare sfide angolose e disagevoli. La sua posizione suggerisce un atto di resistenza contro una realtà insopportabile, una protesta intensa contro le ingiustizie e le disuguaglianze che permeano la società. La fotografia diventa quindi un atto autoriale che invita alla riflessione, spingendo a considerare il significato della fede, della speranza e della disperazione in un mondo inquieto e oscuro. Attraverso questa immagine inedita, Viali riesce a catturare l’essenza di un’epoca in cui la ricerca di autenticità e connessione umana è costantemente minacciata da forze freddamente disumanizzanti.

In conclusione, l’immagine di Giorgio Viali non è solo una rappresentazione di una ragazza che prega; è un potente simbolo della fragilità e della complessità dell’esistenza umana, un invito a riflettere sulle contraddizioni della vita moderna.

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GIORGIO VIALI

ONLYFANS

MODELLO ONLYFANS

L'Autonomia Creativa: L'Impatto del Modello OnlyFans sull'Arte Contemporanea

In un mondo sempre più connesso e digitalizzato, il paradigma della creazione e gestione dei contenuti ha subito una trasformazione radicale. OnlyFans, una piattaforma che ha dato voce e potere economico a performers e creatori, ha dimostrato come la produzione artistica può essere autonomamente controllata dai suoi stessi autori. Questo modello, caratterizzato da un'interazione diretta con il pubblico e da un'autogestione economica, sta ora permeando il panorama artistico e visivo, creando spazi di espressione ibrida e innovativa.

Nei progetti ibridi in corso, attori e attrici non sono più semplici interpreti, ma diventano architetti delle loro stesse narrazioni. Creano, gestiscono e promuovono i propri contenuti, rifiutando le strutture tradizionali che spesso limitano la creatività e l’indipendenza. Questo passaggio dall’essere strumenti di una narrativa imposta a protagonisti consapevoli del proprio destino artistico segna un cambiamento epocale.

L'affermazione di questo nuovo modello non è solo una questione di opportunità individuali, ma rappresenta un vero e proprio spostamento del potere nel mondo artistico. Le dinamiche di creazione dei contenuti si intrecciano con tematiche sociali e politiche, riflettendo e affrontando le problematiche contemporanee in modo diretto e impattante. Gli artisti, armati di una piattaforma di distribuzione personale, non solo amplificano le loro voci, ma trasformano l'arte in un veicolo di cambiamento sociale.

Questo fenomeno segna l'inizio di una nuova era in cui la creatività non è più confinata nei limiti delle istituzioni tradizionali, ma si espande in territori inesplorati, alimentata dalla passione e dall'innovazione. È tempo di riconoscere l'importanza di questo approccio e abbracciare la libertà e l'autonomia che i creatori contemporanei reclamano. In questo contesto, l'arte diventa non solo un'espressione personale, ma un potente strumento di resistenza e trasformazione sociale.

CORPO SOCIALE - GIORGIO VIALI

FEED THE SNAKE

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PROGETTO VISIVO (FOTO VIDEO)

PROGETTO di GIORGIO VIALI

Il PROGETTO è suddiviso in TRE fasi. TRE movimenti. TRE atti.

FOLLOW THE SNAKE ovvero Segui il Serpente

FEED THE SNAKE ovvero Alimenta il Serpente

FEEL THE SNAKE ovvero Senti il Serpente

PROGETTO di GIORGIO VIALI - 2024

Freud nel suo celebre testo “L’Interpretazione dei Sogni” associa il Serpente ad un simbolo di natura fallica. Se a quel tempo tale osservazione poteva ritenersi certamente interessante e rivoluzionaria, la sua universale applicabilità lascia però diversi dubbi. Profondo conoscitore del substrato culturale dal quale emergono i simboli che costellano l’inconscio collettivo dell’uomo, Jung ne estende l’ambito fino a definirlo come il simbolo di profonde energie vitali in grado di svilupparsi, emergere e trasformare creativamente la nostra individualità.

Ogniqualvolta appare un serpente, simboleggia una parte di psicologia istintiva in noi che è semplicemente inaccessibile, qualcosa che ha un potere tremendo, qualcosa d’inesorabile con cui non possiamo scendere a compromessi.

Il serpente come energia cosmico-divina trova analogia in quello ravvisato nell'analisi di Carl Gustav Jung per l'energia psichica, la libido: Il serpente rappresenta la libido che si introverte. Attraverso l'introversione si viene fecondati da Dio, ispirati, ri-procreati e rigenerati.

Per visionare i materiali raccolti, per collaborare contattare Giorgio Viali.

Contatti: giorgioviali@gmail.com

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FEED THE SNAKE

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IBRIDAZIONI - FOTOGRAFIA SINTETICA

SINTESI FOTOGRAFICA

SCENA:

La conferenza stampa di presentazione di Feel The Snake inizia con la direttrice artistica Sofia Baxter che sale sul palco per annunciare il nuovo progetto della società di produzione cinematografica. È visibilmente emozionata ma determinata mentre parla dell'importanza della pornografia come forma d'arte e di espressione sociale.

SCENA:

Sofia Baxter si mette subito al lavoro per creare il suo primo progetto visivo per Feel The Snake. Si tratta di far interagire un gruppo di fans con una performer, creando un'esperienza unica e coinvolgente. Sofia è appassionata e concentrata nel suo lavoro, dedicando ore e ore alla pianificazione e alla produzione del progetto.

SCENA:

Il primo progetto di Sofia Baxter per Feel The Snake viene pubblicato e immediatamente diventa oggetto di controversia e critiche. La stampa e il pubblico lo considerano eccessivo e volgare, sollevando dubbi sulla validità artistica della pornografia come forma d'arte. Sofia è sconvolta ma rimane ferma nelle sue convinzioni.

SCENA:

Nonostante le critiche, Sofia Baxter continua sulla sua strada e lavora duramente per portare avanti il suo progetto. Con il sostegno del suo team e della società di produzione, mette in atto delle modifiche per rendere il progetto più accettabile per il grande pubblico. Alla fine, il suo lavoro viene apprezzato e riconosciuto come un'avanguardia nell'ambito della pornografia come forma d'arte e di espressione sociale.

SCENA: Il film si chiude con Sofia Baxter che accetta un premio per il suo lavoro e la sua visione innovativa. È orgogliosa di aver portato avanti la sua missione di creare contenuti per adulti evoluti e significativi. La direttrice artistica di Feel The Snake ha dimostrato che la pornografia può essere una forma d'arte e di espressione sociale valida e influente.

PROGETTO VISIVO (FOTO VIDEO)

PROGETTO di GIORGIO VIALI

Il PROGETTO è suddiviso in TRE fasi. TRE movimenti. TRE atti.

FOLLOW THE SNAKE ovvero Segui il Serpente

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PROGETTO di GIORGIO VIALI - 2024

Per visionare i materiali raccolti, per collaborare contattare Giorgio Viali.

Contatti: giorgioviali@gmail.com

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JOSEPH SARNO

JOSEPH SARNO

Joseph Sarno è stato un regista e sceneggiatore statunitense, noto per la sua produzione di film erotici e softcore durante gli anni '60 e '70. È considerato una figura importante nel genere del cinema erotico, conosciuto per film come "Inga" e "All the Sins of Sodom". Sarno è stato anche un pioniere nel cinema indipendente e è stato elogiato per il suo approccio sensibile e rispettoso alla sessualità femminile nei suoi film. È scomparso nel 2010 all'età di 89 anni.

Joseph Sarno è stato un regista e sceneggiatore di origini italiane ed ebree, nato a Brooklyn, New York, nel 1921. Dopo aver studiato psicologia presso la New York University, interruppe gli studi a causa della Seconda guerra mondiale, durante la quale prestò servizio nell'aviazione della Marina. Tornato alla vita civile, trovò lavoro come giornalista freelance e successivamente iniziò a dirigere documentari educativi e industriali.

Negli anni '60, Sarno fu coinvolto nella produzione di film erotici a basso costo per competere con i film importati dall'Europa, diventando uno dei registi di punta del genere sexploitation. La sua estetica unica e la raffinatezza psicologica hanno contraddistinto i più di 50 film che ha scritto e diretto nel corso della sua carriera. Utilizzando luce cruda, montaggio frenetico e minimalismo nella costruzione delle scene, Sarno ha dato vita a una serie di pellicole che si distinguono per la loro profondità e complessità.

Tra i suoi film più noti si annoverano "Sin in the Suburbs", "Moonlighting Wives", "Inga", "Young Playthings" e "Confessions of a Young American Housewife". La centralità del tema dell'aggressività sessuale femminile e il suo gusto espressionista hanno caratterizzato lo stile distintivo di Sarno, che si è sempre definito un regista "realistico" nonostante le sue tendenze visionarie.

Nonostante abbia girato anche film hardcore sotto vari pseudonimi negli anni successivi, Sarno è rimasto principalmente legato al softcore erotico, credendo che l'erotismo risieda più nel non mostrare tutto piuttosto che nell'eccessiva esplicità. La sua carriera è stata contrassegnata da un costante impegno artistico e dalla ricerca di un erotismo raffinato e suggestivo.

Joseph Sarno, noto anche con diversi pseudonimi come Joe Sarno, Karl Andersson e Otto Hamlin, è deceduto nel 2010 all'età di 89 anni, lasciando dietro di sé un'eredità duratura nel mondo del cinema erotico e una filmografia che continua ad ispirare e affascinare gli appassionati del genere.

ELEMENTI - CORPO SOCIALE

GIORGIO VIALI - CINEMA TEATRO FOTOGRAFIA

FEEL THE SNAKE

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IMMAGINE - DALLA MOSTRA FOTOGRAFICA

FEEL THE SNAKE

FOTOGRAFO: GIORGIO VIALI

ANNO: 2024

All images and Videos, all Content, were "created" from online content. Content passed online and therefore public. The creative operation consists in having selected a particular shot or a particular still image. Creative and Artistic Ontology - Giorgio Viali

Tutte le Immagine ed i Video, tutti i Contenuti, sono stati "creati" da contenuti online. Contenuti passati online e quindi pubblici. L'operazione creativa consiste nell'aver selezionato una particolare inquadratura o un particolare fermo immagine. Ontologia creativa ed artistica - Giorgio Viali

GIORGIO VIALI

CORPO SOCIALE - FOTOGRAFIA

FOTOGRAFIA

Per CORPO SOCIALE i Fratelli Calgaro hanno ritratto fotograficamente alcuni dei partner, dei clienti e dei dipendenti del gruppo Alpenite, convenuti ad una festa, in due sessioni di shooting. Il progetto nasce dall’idea di sintetizzare nella forma anatomica del corpo umano femminile e maschile l’idea della complessità di un’organizzazione articolata qual è un’azienda, che, secondo la definizione dell’Enciclopedia Treccani, è «un sistema di forze economiche che sviluppa nell’ambiente con cui interagisce processi di produzione e/o di consumo, a favore dei soggetti economici che vi cooperano». Ciascuna persona convenuta è stata invitata a farsi ritrarre di fronte l’obbiettivo, su un fondale di carta bianca, spogliandosi o mostrando una parte del proprio corpo. Le reazioni sono state molto differenti, a seconda del grado di confidenza con il proprio corpo e di esibizionismo di ciascun partecipante: alcuni hanno preso parte scoprendo il tronco, le gambe o rimanendo in mutande, altri invece si sono sentiti liberi di esporsi in completa nudità, appena velati da una pianta di ficus elastica variegata sorretta con le mani di fronte al pube, con una modalità che reinterpreta in chiave postmoderna, ed una sottile ironia, la classica iconografia di Adamo ed Eva.

ADAMO ED EVA, IMMAGINE, CORPO, VISO, SOCIAL MEDIA, SOCIOLOGIA, POLITICA, POLITICA DEI CORPI

Il concetto di CORPO SOCIALE esplora le interconnessioni tra gli individui nelle comunità, analizzando le relazioni e le strutture che formano il tessuto sociale. Attraverso un laboratorio di studio, si indagano le dinamiche relazionali, le identità collettive e le interazioni visive, evidenziando come i legami sociali determinino diritti, doveri e responsabilità, mediati da istituzioni e valori culturali. Inoltre, si considera l'impatto delle norme di bellezza e delle aspettative sociali sulla percezione del corpo, sia in contesti reali che online, evidenziando l'importanza del corpo come veicolo di espressione. In sintesi, il progetto Corpo Sociale mira a esaminare le relazioni tra individuo e collettività, affrontando le sfide contemporanee legate al corpo umano nel contesto sociale.

CORPO SOCIALE

LABORATORIO DI INTERAZIONI VISIVE ED ESPRESSIVE

DA UN'IDEA DI GIORGIO VIALI

Il concetto di CORPO SOCIALE racchiude in sé una varietà di significati e sfaccettature, emergendo come un laboratorio di studio e riflessione su come gli individui siano interconnessi all'interno di comunità. Il laboratorio indaga le relazioni, le interazioni e le strutture che formano il tessuto sociale, esplorando le modalità attraverso cui si realizzano le dinamiche relazionali e le identità collettive e agendo attivamente con interazioni visive ed espressive.

Il CORPO SOCIALE si manifesta attraverso un insieme di relazioni che collegano le persone, stabilendo diritti e doveri, ma anche aspettative e responsabilità. Queste relazioni sono mediate da istituzioni, norme e valori culturali, che giocano un ruolo cruciale nel forgiarsi delle identità individuali e collettive. L'interazione tra i membri di una comunità influenza non solo le loro azioni, ma anche le loro percezioni e posizioni all'interno della società. Il laboratorio Corpo Sociale si propone quindi di esaminare come questi legami si sviluppano e quali effetti produce sul benessere degli individui e sulla coesione sociale.

Il termine CORPO chiama in causa anche la dimensione fisica dell'individuo (il suo CORPO), ed il modo in cui la società influisce sulla percezione personale del CORPO stesso. Nella cultura contemporanea, il corpo è al centro dell'attenzione, non solo come entità biologica, ma come veicolo di espressione e identità. L'aspetto sociale del corpo si riferisce a come gli individui siano influenzati da norme di bellezza, ideali di comportamento e aspettative sociali. E a come il CORPO esposto nei SOCIAL MEDIA e ONLINE sia o possa essere un CORPO SOCIALE.

In sintesi, Corpo Sociale si propone come LABORATORI che esplora i legami intrinseci tra l'individuo e la collettività, focalizzandosi sulle sfide contemporanee che il corpo umano incontra nel contesto sociale.

CORPO SOCIALE

DA UN'IDEA DI GIORGIO VIALI

INTERAZIONI, INCURSIONI, CONTENUTI, CORPI, VISI, SGUARDI - TEATRO, CINEMA, PERFORMANCE - TESTI - GIORGIO VIALI - VICENZA

CORPO SOCIALE - TESTI - GIORGIO VIALI